La reazione borghese avanza in un quadro di maggiore instabilità politica

 

Solo il proletariato può sconfiggerla!

 

[…]Con il successo elettorale, il partito di Salvini è diventato ancor più minaccioso, sciovinista e corporativo, repressivo e antioperaio.  Pone condizioni - il taglio delle tasse per i ricchi,  lo sblocca cantieri (TAV compresa), l’autonomia differenziata, il decreto sicurezza-bis, la chiusura ermetica dei porti e la deportazione dei migranti - per la sopravvivenza del governo.

 

La figurina Conte per ora va avanti, ma il suo destino è segnato dagli sviluppi della crisi economica e politica della borghesia italiana. 

 

Di Maio non può tirare troppo la corda, altrimenti il boss leghista farà saltare il tavolo  puntando a insediarsi a Palazzo Chigi alla testa di una alleanza ultrareazionaria, appoggiata dai fascisti.

 

Salvini fa la voce grossa e nella sua propaganda parla a nome di “tutti gli italiani”, anche se in realtà ha ottenuto il voto di una minoranza, pari a circa il 19% del corpo elettorale.

 

A causa del truffaldino sistema elettorale vigente, la Lega, presentandosi con una coalizione elettorale di destra, potrebbe ottenere la maggioranza parlamentare e formare un governo per portare avanti  nei prossimi anni un programma d’assalto liberista, reazionario e antioperaio. Ma sarebbe pur sempre  un governo con basi sociali ristrette.

 

Indipendentemente dal fatto  che le elezioni anticipate siano più o meno vicine, entriamo in un periodo di maggiore instabilità economica e politica, di feroci attacchi capitalisti e più intensi conflitti sociali.

 

 

Capitale finanziario e Lega: un rapporto organico

 

I settori più reazionari e feroci del grande capitale, degli industriali e degli agrari,  appoggiano la Lega, hanno  bisogno del populismo di estrema destra, dei “decreti sicurezza” per tentare di frenare l’inesorabile declino dell’imperialismo italiano, per conservare i rapporti sociali esistenti, per intensificare lo sfruttamento e ridurre ulteriormente salari, diritti e spese sociali, per sopprimere le libertà democratiche, per attaccare le organizzazioni di classe e le forme di lotta più decise, impedendo che la protesta operaia e popolare si diriga contro le basi del sistema di sfruttamento.

 

A livello internazionale il partito di Salvini è supportato dall’imperialismo USA(che vuole a tutti i costi mantenere la sua egemonia sulla piattaforma geostrategica italiana), dai sionisti, dalla cupola più oscurantista del Vaticano, così come dal partito di Putin, con cui ha stretti rapporti. E’ dunque espressione delle tendenze più aggressive e retrive dell’imperialismo.

 

La Lega con la sua bestiale ideologia sciovinista e razzista, la sua politica di contrapposizione e divisione sistematica del proletariato, il suo programma di difesa degli interessi e dei privilegi dei padroni, dei ricchi, dei parassiti, è un alleato permanente del capitale finanziario.

 

Questo corrotto partito di estrema destra si propone come la forza che vuole salvare il fradicio sistema capitalistico in Italia dall’insurrezione del proletariato e delle masse popolari. Ma non farà che approfondire la decomposizione del sistema borghese, che avanza in tutti i suoi apparati (vedi il Csm).

 

I trumpisti italiani cercano di mobilitare in senso reazionario ampi strati sociali per dare una base di massa alle politiche neoliberiste, repressive e guerrafondaie dell’imperialismo. Questa base non è però stabile e organizzata, specie nelle grandi città, è ancora fluida e passiva a livello nazionale (il consenso a Salvini è basato sulla manipolazione, non sulle realizzazioni). Può essere paralizzata e disgregata con una giusta politica proletaria rivoluzionaria, mentre i fatti – a partire dal conto presentato dall’UE e dalla prossima manovra finanziaria - si incaricheranno di smentire le “promesse sociali” della Lega, così come le balle del M5S.  

 

 

 

Una sola classe può battere la reazione borghese 

 

La Lega non si sconfigge e nemmeno si può combattere efficacemente con la disastrosa politica socialdemocratica e riformista, tanto meno con il fallimentare populismo grillino. Quanto all’ennesimo insuccesso dell’opportunismo, sia quello delle liste costruite a tavolino, sia quello di pura immagine che non va oltre lo zero virgola, è evidente che la linea che punta sull’elettoralismo per opporsi all’ondata reazionaria e risalire la china non ci fa compiere mezzo passo in avanti.

 

La lotta per battere l’offensiva reazionaria borghese e il fascismo non può svolgersi sotto la direzione della borghesia democratica, né sotto quella della piccola borghesia radicale, che per quanto si proclamino a parole antifasciste e progressiste sono condannate a difendere il regime del “sacro profitto” e a diffondere fra gli sfruttati pericolosi abbagli sulla sua “umanizzazione”.

 

Questi strati sociali oscillanti sono sempre pronti a subordinarsi a quello che appare come il “padrone di turno”.

 

La sola forza che può sviluppare una reale e generale mobilitazione contro l'oligarchia finanziaria, le sue istituzioni, le sue forze politiche, che può battere il leghismo ed il fascismo, è la classe sociale più interessata ad iniziare, a condurre e a sviluppare fino in fondo una lotta rivoluzionaria contro il sistema capitalista, per sostituirlo per un nuovo e superiore ordinamento sociale.

 

Questa classe fondamentale della società è il moderno proletariato, che abbandonando le illusioni e riconquistando la sua coscienza di classe, battendosi con energia contro il capitalismo, può e deve stabilire la sua egemonia per la liberazione del paese da tutti i governi borghesi e piccolo borghesi, per l’instaurazione di un governo operaio e degli altri lavoratori sfruttati.

 

Al proletariato spetta il compito storico di raccogliere ed organizzare e mobilitare tutte le classi e gli strati della popolazione che il capitalismo conduce alla rovina, staccandoli dell'influenza riformista e reazionaria, per condurli con la sua politica rivoluzionaria all'assalto del capitalismo.

 

 

Rafforzare la resistenza proletaria contro l’offensiva capitalista

 

La classe dominante è all’attacco su tutti i fronti. I suoi piani possono però essere sconfitti dall’unità e dalla combattività della classe operaia, dalla capacità di elaborare e applicare una chiara politica rivoluzionaria contro la borghesia capitalistica, monopolistica e imperialista.

 

I recenti scioperi (scuola, postali, metalmeccanici, ecc.)  pur fra tante insufficienze e debolezze, fra cui quelle   determinate dalle burocrazie sindacali, dimostrano che gli operai e i lavoratori sono stufi delle promesse, non mollano di fronte agli attacchi padronali e ricominciano a mobilitarsi e scendere in piazza esigendo occupazione, diritti, salari aumentati, sicurezza sul lavoro, la fine dell’ingiustizia sociale. 

 

Lavoriamo dunque per far recuperare alla classe lavoratrice, in primo luogo al proletariato industriale, la fiducia nelle sua forza, per aumentare i livelli di partecipazione alle lotte, forgiare la sua unità e la sua organizzazione indipendente.

 

E’ necessario sviluppare con decisione i processi di unità di azione delle forze di classe, a tutti i livelli, specialmente su quello sindacale, per un fronte unico di lotta basato sulla difesa intransigente degli interessi di classe, contro la politica di contrapposizione per nazionalità, per regioni, per aziende, per generazioni,  contro le manovre dei capi sindacali collaborazionisti opportunisti.

 

Promuoviamo e appoggiamo la costruzione di organismi (Comitati, ecc.) che vanno radicati nelle masse in occasione di ogni protesta che si produrrà nelle fabbriche e negli altri luoghi di lavoro, fra i disoccupati, nei quartieri popolari, nei territori minacciati dalla devastazione capitalistica.

 

Oggi anche la più modesta rivendicazione parziale del proletariato è parte integrante del processo di riorganizzazione della classe, e deve essere vincolata alla lotta per il superamento rivoluzionario delle contraddizioni ed egli errori di fondo dell’attuale società.

 

Tale legame è facilitato dal fatto che nessun governo borghese  è in grado di dare soddisfazione alle esigenze economiche, politiche, culturali, ambientali, ecc., delle masse lavoratrici.

 

Nel prossimo periodo, in cui il proletariato dovrà fronteggiare un offensiva borghese più dura, il problema della direzione della lotta di tutti gli sfruttati e gli oppressi contro il dominio del capitale, per la rivoluzione socialista, si porrà con maggiore insistenza.

 

Per risolvere questo problema è all’ordine del giorno l’unione dei sinceri comunisti e degli elementi di avanguardia della classe operaia sui principi marxisti-leninisti e dell’internazionalismo proletario, per costruire una solida Organizzazione comunista.

 

In tal modo avanzeremo più rapidamente nel processo di formazione di un  Partito indipendente e rivoluzionario del proletariato, parte integrante e dirigente della sua lotta per l’emancipazione.

 

Da“Scintilla”, n. 100 - giugno 2019

 

 

Per leggere e scaricare il giornale collegati a   http://www.piattaformacomunista.com